Bova. Quanta bellezza stretta in un abbraccio…

Raccontare Bova a parole è più difficile di quanto avevo immaginato; sono passati ormai due mesi da quando l’ho salutata e forse questo ritardo nel mettere nero su bianco questa esperienza è dovuto al fatto che devo iniziare a fissare dei ricordi legati a dei momenti di cui sento molto la mancanza…

Agli occhi del grande pubblico Bova è uno dei centri più importanti dell’area grecanica, un delizioso borgo dai paesaggi pittoreschi, così la maggior parte delle guide lo definiscono in maniera aimè molto limitante. Il turista a Bova va “a caccia” dei suoi splendidi belvedere per godersi il panorama, lì dove catturare il mare e la Sicilia in un unico sguardo si rivela impresa più facile a farsi che a dirsi…

Io con il mio racconto vorrei cercare di strappare a Bova questa immagine da “bomboniera” e farvela conoscere con gli occhi di chi qui vi ha trascorso una settimana speciale…

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Giungo a Bova in compagnia di una cara amica la settimana di Ferragosto, il borgo è in pieno fermento per la settimana di festa che stava per cominciare dove San Rocco e San Leo sono protagonisti indiscussi.

Camminare per i vicoli di Bova, tra una salita ed una discesa vuol dire riempire gli occhi di bellezza: antiche chiese, casette in pietra, finestre sul mare…

 

Un cammino fatto non solamente di luoghi ma anche di persone sempre pronte a darti a quel valore aggiunto a tutto quello che mi apprestavo a conoscere ed è così che i vicoli diventavano storie di famiglie che hanno lasciato il borgo ormai da anni per motivi di lavoro e che si sono trasferite al nord, di chi non è potuto rimanere, sentimento che ho trovato radicato sia nelle persone di età avanzata che nei più giovani. Il fenomeno dello spopolamento ha messo e continua a mettere a dura prova tutti questi centri dell’area grecanica, un processo che ci auguriamo diventi un giorno reversibile in un territorio così ricco di buoni semi che se curati nel modo giusto sapranno dare frutti meravigliosi.

Per tutta la settimana la mia presenza a Bova ha scatenato la curiosità di molti, era strano vedere delle persone la cui permanenza andasse oltre la visita in giornata; io invece pensavo a quanto mi ero persa fino a quel momento, avevo perso tempo nel decidere di visitare un luogo che mi ha restituito anche il vero valore della parola tempo, non più scandito dall’orologio ma dall’attesa dell’alba alla Giudecca e del tramonto al Castello Normanno.

Una miscela veramente esplosiva questo borgo di Bova: un glorioso passato da raccontare, bellezze paesaggistiche ed architettoniche, aggiungici poi una tradizione gastronomica fatta di leccornie come la lestopitta ed i maccheroni con il sugo di capra…

Cosa chiedere di più a Bova se non l’augurio di rivederla al più presto?

È questo che mi ha lasciato Bova, quella voglia di tornare, di accettare quel invito per la domenica delle Palme per la festa delle pupazze, di aspettare quel tramonto bovese dove Pentedattilo e l’Etna si sfiorano nello stesso abbraccio…

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3 pensieri riguardo “Bova. Quanta bellezza stretta in un abbraccio…

  1. Grazie ragazzi la lestopitta vi aspetta di nuovo a bova

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