Dall’alto una freccia d’argento ti indicherà la strada, tu seguila…è l’Amendolea!

Le fiumare costituiscono da sempre uno dei tratti distintivi del paesaggio calabrese, corsi d’acqua a regime torrentizio senza sorgente che viste dall’alto ci appaiono come arterie di questo splendido “essere”: la Calabria. Come tutti sappiamo l’arteria più grande ed importante è l’aorta in quanto svolge funzioni fondamentali per il nostro corpo e che nella storia che vi sto per raccontare è rappresentato dall’Aspromonte; avete capito di chi sto parlando? Si è proprio lei, l’arteria color argento vivo dell’Aspromonte e di tutta l’area grecanica: l’ Amendolea!

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Questo nome racchiude dentro di se diverse storie che nei suoi circa 25 km di lunghezza è possibile in alcuni punti rivivere tra i resti di antichi borghi e castelli. Io oggi ti racconto il mio primo incontro con l’Amendolea avvenuto quest’estate in una calda giornata d’agosto, non proprio adatta per lanciarsi in questo tipo d’esperienza anzi se soffrite particolarmente il caldo ve lo sconsiglio .

Il nostro cammino avventura parte dal borgo di Bova di prima mattina in compagnia di un’amica, la strada da percorrere era molta, dagli 800 metri d’altitudine di Bova dovevamo scendere a 145.

Abbiamo camminato per oltre 3 ore su strade di campagna, davanti a noi il paesaggio variegato dell’Aspromonte, montagna, collina, steppa, uliveti, il mare in lontananza ed all’improvviso lei la fiumara Amendolea che da tempo stimolava la mia curiosità e finalmente ero lì pronta ad affrontarla.

Dall’alto da una prima occhiata ti appare come una lunga lingua d’argento che modella il paesaggio a suo piacimento, che gli da carattere, forma e sostanza, che gli imprime quell’immagine per cui chiunque se la ritrovi davanti sia in grado d’identificarla senza alcun indugio.

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Durante il percorso gran parte di tutto quello che il mio sguardo incontrava costituiva novità, uno stupore misto a meraviglia che mi ha lasciato senza parole e con poca voglia di “rovinare” tutto impugnando lo smartphone ogni due per tre…quando sei totalmente preso dalla bellezza di ciò che ti circonda tutto il resto diventa dettaglio di poco conto…

La magia del primo incontro tuttavia doveva fare i conti con la temperatura che saliva, il castello dell’Amendolea che a tratti sembrava di poterlo agguantare nel giro di qualche metro e che al tornante successivo spariva dalla mia vista…

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Sembrava di muoversi in un set cinematografico dove il castello abbandonato aggiungeva pathos ai prodigi della natura, una sintesi perfetta di tutto il bello che la Calabria ha da offrire ma anche le difficoltà di chi, resistendo, questo territorio lo vive e lo fa vivere.

In questo viaggio ho capito che quando l’anima di un luogo tocca l’anima di una persona e viceversa ci troviamo davanti ad un’opera d’arte, per trovare tutto questo basterà guardare dall’alto la freccia d’argento che ti indicherà la strada, tu seguila…è l’Amendolea!

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